Visitare Alberobello

Visitare Alberobello vuol dire immergersi nel cuore della Valle D’Itria, in uno dei simboli per eccellenza della Puglia. In questa terra fatta di ulivi e mandorli, tra i trulli caratteristici, si possono ammirare chiese, piazze e monumenti dal grande valore storico ed artistico.joyful people bb alberobello trulli jpg

Largo Martellotta

Largo Martellotta è l’ampio e centralissimo stradone che separa il centro storico dalla zona nuova, completamente riarredato e trasformato da via di scorrimento veloce a corso principale del paese; il vecchio e orribile palazzone grigio che ospita il mercato coperto (una struttura risalente agli anni cinquanta) demolito e sostituito da un parcheggio sotterraneo e da un auditorium; un nuovo mercato coperto, più moderno e più funzionale, realizzato in Via Barsento, lontano dal percorso turistico; una ex conceria trasformata in centro culturale polifunzionale. Così sta cambiando il volto della parte nuova di Alberobello; una serie di interventi che, nelle intenzioni dell’Amministrazione De Luca, renderà il centro del paese più funzionale, più accogliente per i turisti e più vivibile per gli alberobellesi residenti. In questo ambizioso piano di riqualificazione urbanistica, Largo Martellotta ha un ruolo centrale; la principale via d’accesso in paese, da arteria di comunicazione diventerà sempre di più il principale corso cittadino, abbellita da un nuovo arredo, elegante e arioso, ma soprattutto libera dalle centinaia di automobili parcheggiate un po’ ovunque.

Rione Monti

In questa zona c’è una bellezza unica di ogni singola stradina che si inerpica fino in cima, dove sorge la Chiesa di Sant’Antonio, percorsi dove botteghe artigiane frammiste a bazar di vendita espongono i manufatti che utilizzano le nostre materie prime: il legno, il ferro, il cuoio, il tessuto, la pietra. Questo quartiere, oggi Patrimonio UNESCO, che sorge sulla collina a sud del paese, conta oltre mille trulli ed è interessato da quindici vie. Tutta la zona è stata edificata sul fianco del colle a ridosso di Largo Martellotta.

Chiesa di Sant’Antonio

La chiesa di Sant’Antonio è un sobrio edificio di culto a forma di trullo, ed è segnalata soprattutto per la singolare tipologia che riconduce alle forme tradizionali del costruire. Innalzata in pochi mesi ed aperta al pubblico nel giugno del 1927, rappresentava l’appendice estrema del Rione Monti e sorse come simbolo di lotta contro le altre religioni, almeno secondo la tradizione riportata nell’attività del committente, don Antonio Lippolis. Essa è riconoscibile da un ingresso monumentale preceduto da scalinata sovrastata da un rosone, che immette direttamente nell’aula a croce greca, ravvisabile dal cono visibile all’esterno, e da cappelle laterali con coperture a vela; a fianco ad uno di essi è il campanile, il cui corpo centrale presenta un’iconografia a torre. Oggi, seppur immersa nel paesaggio del Rione Monti, ha destato insieme ad altre costruzioni non poche controversie sulla necessità della ripresa effettiva di un canone costruttivo che già nel XX secolo andava perdendosi. Superato l’ingresso, nella navata centrale, si trova un affresco di Adolfo Rollo, raffigurante diversi Santi, ma anche un Cristo Pantocratore.joyful people bb alberobello puglia jpg

Piazza del popolo

Fulcro della Alberobello moderna è piazza del Popolo, a metà strada fra la zona Monumentale e la basilica dei SS. Medici. Al centro della piazza spunta l’obelisco dedicato al Monumento dei Caduti. E’ stato progettato dall’architetto alberobellese Antonio Curri. Nelle intenzioni dell’architetto, il monolito doveva celebrare nel 1897 il primo centenario della redenzione civica del paese. Ma la consacrazione è stata poi destinata a tutti i caduti in guerra e ai dispersi nelle atroci guerre del Novecento. I nomi degli eroi di Alberobello sono riportati sulle facce della base dell‘obelisco. Di fianco all’obelisco, di fronte al Palazzo dei Conti, si erge una moderna fontana realizzata nel 1996 in cui gli elementi decorativi sono realizzati in creta. Quattro anfore attorniano il blocco centrale sul quale compaiono quattro mascheroni che sputano zampilli di acqua. Sul lato più esteso della Piazza si affaccia il Palazzo ottocentesco del Municipio, inaugurato nel 1863. La facciata è simmetricamente scandita da lesene che ne definiscono le campiture e da una balaustra che inquadra il piano superiore. All’interno si conserva la tela della Redenzione civica. Raffigura l’incontro fra i regnanti spagnoli e la delegazione di Alberobello che chiese la redenzione civica. Di fronte al Municipio si colloca l’antica sede storica del Comune: Casa d’Amore. La piazza durante le festività in onore dei SS. Medici ospita la cassa armonica e si arricchisce di altre strutture decorative, come le tipiche luminarie da festa, che creano un effetto scenografico di grande effetto.

Palazzo dei conti

Il palazzo fu fatto costriure nel 1635 dal Conte Giangirolamo II. Nacque come residenza di caccia ma anche come simbolo di dominazione del conte su città di Alberobello e sulla Selva. Il palazzo è composto da tredici locali: il piano superiore è diviso fra camere da letto, sala ricevimenti e una cappella allestita per i santi Medici. Il conte era particolarmente devoto ai SS. Medici, infatti si narra che fu proprio lui ad avere l’idea della processione che doveva attraversare tutta la Selva ,il giorno del martirio dei Santi, il 27 settembre. Il palazzo dei Conti è provvisto anche di piani bassi, usati come mulino, forno, pagliaio, stalle e beccaria. Il palazzo nel corso degli anni ha subito modifiche strutturali, il che spiega l’aspetto ambiguo che lo contraddistingue. Il palazzo ha un aspetto molto semplice, solo la facciata a ridosso dell’ingresso del giardino, aggiunta in un secondo momento, presenta dei dettagli neoclassici.

Chiesa di Santa Lucia

Per meglio organizzare l’educazione e la vita religiosa del territorio, a distanza di pochi anni furono fondate due confraternite, nel 1823 quella del SS. Sacramento e nel 1840 quella dei SS. Medici. La confraternita del SS. Sacramento, sotto la guida di don Giuseppe Caramia, cominciò a riunirsi presso il Trullo Sovrano. La congrega fu istituita ufficialmente dalla Curia viscoviale di Conversano nel 1825. Il 6 giugno 1826 giunse il decreto reale che consentiva l’attuazione di questo corpo morale con sede nella chiesa parrocchiale dei SS. Medici. Pochi anni dopo, si diede inizio all’edificazione della chiesa di Santa Lucia, che iniziata nel 1829, fu inaugurata il 2 febbraio del 1838.

Casa d’amore

Fu il primo progetto dei primi architetti alberobellesi per costruire la prima casa a calce. Era il 1° agosto del 1797. Al termine della costruzione, in alto fu murata una lapide tuttora visibile con la scritta in latino: “Ex auctirictate regia – hoc primum erectum A.D. 1797”. La casa d’Amore, oggi è sede dell’ufficio informazioni per il turismo.joyful people bb alberobello 3 jpg

Corso Vittorio Emanuele

Questo corso, collega gli edifici più rappresentativi del paese: Palazzo Acquaviva, la chiesa dei SS. Medici e il Municipio. Intorno a questi tre edifici, fu organizzata l’edificazione ottocentesca del centro urbano che si sostituì progressivamente ai trulli e segnò il passaggio dalla vecchia aristocrazia alla borghesia latifondista.

Basilica dei Santi Medici

Nata sui resti di una chiesa più antica, ha assunto le sembianze attuali grazie all’architetto Antonio Curri nel corso del XVIII secolo. Intorno all’anno 1785 giunsero le reliquie dei due santi e il santuario subì ulteriori modifiche: furono collocati due nuovi altari con un altare maggiore e fu costruita una crociera.

Trullo Sovrano

Monumento nazionale dal 1930, costruito intorno alla prima metà del 1700 è stato uno dei primi a essere edificato con la malta. Il Trullo Sovrano era originariamente la corte di Papa Cataldo voluto dalla famiglia benestante del sacerdote Cataldo Perta. Il monumento si trova in Piazza Sacramento, alle spalle della basilica dei SS. Medici. Il 19 settembre 1923 è stato dichiarato Monumento Nazionale e dal 7 dicembre 1996 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.joyful people bb alberobello jpg

Museo del Territorio

Si trova tra Piazza XXVII Maggio e Piazza M. Pagano, il monumento è diviso in due tipologie di edilizie: una più recente che si affaccia su Piazza XXVII Maggio e che si sviluppa su due piani; l’altra ne rappresenta la parte più antica. E’ un monumento nazionale dal 1930.

Aia Piccola

Tutta la zona, disposta a sud-est, comprende circa 400 trulli abitata da gente semplice legata ai lavori di terra, attualmente l’Aia Piccola è l’unica zona non toccata da attività commerciali, il che la rende molto suggestiva. Monumento nazionale dal 1930, il Rione Aia Piccola è oggi Patrimonio UNESCO.